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Settembre, si ricomincia: la borsa da ufficio in seta che apre la nuova stagione

A Settembre si ricomincia con la pelle ancora abbronzata e la testa piena di idee. L’agenda torna a riempirsi, le riunioni riprendono il loro ritmo e nel giro di una settimana le vacanze diventano un ricordo che ci si porta addosso come un profumo. È il mese in cui si rimette ordine, e la prima cosa che si rivede, quasi sempre, è la borsa.

La borsa da lavoro è l’oggetto che ci accompagna tutta la giornata: la prendi al mattino, la appoggi sulla scrivania, la apri decine di volte, la porti in riunione, in treno, a cena. Merita la stessa attenzione che dedichi a un capo importante. E quest’anno vale la pena guardarla da un punto di vista diverso: quello della seta.

Una borsa da ufficio in seta suona come una contraddizione solo finché non la si tiene in mano. Le borse EMA-BIA nascono da una seta strutturata, stampata con i disegni dei designer del distretto comasco e montata su pelle, con cuciture a mano nei punti che lavorano di più. Il risultato è un accessorio che accompagna la tua giornata come una borsa in pelle e la illumina come un foulard. Vediamo come sceglierla, modello per modello, e come farla dialogare con il resto del guardaroba di settembre.

Perché settembre è il mese giusto per cambiare borsa

La sera è il regno della borsa piccola. La Silky Kit Clutch è nata per questo: si tiene in mano, non ingombra, e la sua stampa in seta diventa il punto più luminoso di tutto l’insieme. Su un abito in tinta unita basta lei a dare carattere; su un look già acceso, la scegli tono su tono, così aggiunge senza gridare. È la borsa che si porta quando tutto il resto deve restare leggero.

Chi lavora lo sa: l’anno vero non comincia il primo gennaio. Comincia quando si torna alla scrivania dopo l’estate, con i progetti da riprendere e quelli nuovi da impostare. È un momento di energia, e l’energia chiede un segno tangibile: un’agenda nuova, un taccuino pulito, una borsa che non abbia ancora conosciuto il peso della routine.

C’è anche una ragione pratica. Le borse estive, leggere e informali, non sono pensate per portare un computer, una cartellina di documenti e tutto il resto. A settembre servono forma, scomparti, una chiusura sicura. Servono materiali che non temano di essere appoggiati sul sedile di un treno o sul pavimento di una sala riunioni. Le borse da ufficio EMA-BIA rispondono esattamente a questa esigenza, con una scelta che va dalla 24 ore sottile alla borsa capiente da portare a spalla.

E poi c’è la luce di settembre, che conserva ancora qualcosa dell’estate. Le stampe di Como, con le loro geometrie e i loro fiori, tengono viva quella luce dentro un contesto professionale che tende al grigio e al blu. Una borsa in seta stampata è il modo più elegante per portare un po’ di colore in ufficio senza rinunciare alla sobrietà.

Seta strutturata: cosa rende una borsa in seta adatta al lavoro

Quando la serata chiede un po’ più di spazio, le borse dalla linea a mezzaluna diventano le compagne giuste. La Silky Moon ha un profilo raccolto, misurato, perfetto per una cena in cui serve poco. La Silky Big Moon, più ampia, tiene il passo delle serate che si allungano e lascia libere di portare con sé qualcosa in più. Due linee sorelle, due caratteri distinti: essenziale la prima, generosa la seconda.

La domanda che arriva sempre è la stessa: la seta non è troppo delicata per una borsa da usare ogni giorno? La risposta sta in una parola che ritorna in ogni scheda prodotto EMA-BIA: strutturata. La seta stampata viene lavorata in modo da mantenere la forma e reggere l’uso quotidiano, e viene abbinata a pelli selezionate nei punti più esposti, manici, patella, fondo e angoli, cioè quelli su cui una borsa da lavoro si consuma per prima.

I componenti metallici sono trattati in bagno galvanico, le cuciture sono fatte a mano nei punti chiave e ogni borsa viene confezionata in Italia. Il disegno della seta arriva dai designer del distretto comasco, specialisti della stampa su seta: è questo che rende ogni borsa riconoscibile a colpo d’occhio, con motivi geometrici, floreali, arabesque o naïf che cambiano da collezione a collezione.

Il contrasto tra i due materiali è la firma delle borse in seta EMA-BIA: la lucentezza morbida della seta accanto alla compattezza opaca della pelle. In una giornata di lavoro questo contrasto si traduce in una borsa che si fa notare senza essere sfacciata. Se vuoi conoscere il modo in cui Emanuela Bianchi ha immaginato il brand, lo racconta la pagina chi siamo.

 

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Silky Doc: la 24 ore sottile che porta laptop e documenti

Se la tua giornata ruota attorno a un computer, la Silky Doc è la borsa da guardare per prima. È una 24 ore porta documenti in seta stampata con finiture in vera pelle, sottile ma capiente: contiene documenti in formato A4, un tablet e un laptop fino a 13 pollici. Le misure parlano chiaro: 39 centimetri di larghezza, 27 di altezza e appena 4 di spessore.

La chiusura a zip tiene tutto al sicuro quando si corre da una riunione all’altra, e la tracolla regolabile in pelle permette di portarla a spalla lasciando le mani libere per il caffè, il telefono, il badge. All’interno, la fodera in ecopelle martellata protegge lo schermo e restituisce al tatto una sensazione asciutta e ordinata.

È la borsa per chi si sposta molto: il treno del mattino, il coworking, l’incontro con un cliente. Stampe geometriche in blu, tinte rosse, fantasie più vivaci: ogni Silky Doc ha un carattere diverso, e vale la pena scegliere quella che meglio racconta come vuoi essere vista in questo autunno.

Silky Maya 40: la borsa capiente per le giornate lunghe

Ci sono giorni in cui il laptop non basta. Servono l’agenda, un cambio di scarpe, il pranzo, la giacca leggera per la sera, e tutto deve entrare in una borsa che resti elegante. La Silky Maya 40 è la risposta di EMA-BIA a questa esigenza: 38 centimetri di larghezza, 25 di altezza e 14 di profondità, un volume che accoglie tutto senza perdere la linea.

Manici, patella e fondo sono in pelle; il corpo è in seta strutturata stampata; i componenti metallici sono in bagno galvanico color oro. All’interno, quattro piccole tasche-contenitore tengono a portata di mano chiavi, trucco e auricolari, mentre la tasca esterna con zip sul retro è il posto giusto per il telefono. Portata a braccio è chic; portata a spalla, con la tracolla in pelle rimovibile, diventa comoda quanto uno zaino, senza sembrarlo.

È esattamente ciò che chiedi a una borsa da lavoro: che sopporti le giornate senza fartelo pesare. La fodera in cotone abbinata al colore esterno chiude il discorso con un dettaglio di coerenza che si nota solo aprendola, e che fa la differenza ogni volta che cerchi qualcosa in fretta.

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Silky T-Case: dalla riunione all’aperitivo senza cambiare bors

Non tutte le giornate finiscono alle sei. A settembre riprendono anche gli aperitivi di lavoro, le presentazioni serali, gli eventi di settore. La Silky T-Case è pensata per questo passaggio: è una pochette da braccio in seta con finiture in pelle, dalle linee minimal, che sta bene su un tavolo di riunione come al bancone di un cocktail bar.

Anche qui la sostanza c’è: la T-Case è sottile ma contiene documenti, tablet e laptop fino a 13 pollici, si chiude con zip e ha una cinghietta da polso che la tiene al sicuro quando le mani sono occupate. Per chi cerca una versione ancora più compatta esiste la Silky T-Case mini, con lo stesso spirito in formato ridotto.

Nella stessa famiglia delle borse da lavoro trovi anche la Silky Baguette, con due scomparti e la doppia possibilità di portarla a mano o a spalla, in tinte che vanno dal nero all’oro fino al fucsia e al verde lime, e la Silky 35, la borsa a mano da giorno con fasce laterali e finiture in pelle, la più versatile per chi alterna ufficio e commissioni. Ogni linea ha un carattere suo: scegliere significa prima di tutto capire com’è fatta la tua giornata.

 

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Cosa mettere nella borsa da ufficio di settembre

Una borsa nuova è anche l’occasione per decidere cosa portarsi dietro davvero. Il laptop e il caricabatterie, certo, e l’agenda cartacea che a settembre torna sempre di moda. Poi le cose piccole che rendono una giornata più facile: un balsamo per le labbra, gli auricolari, il portafoglio, una penna che scriva bene. La Silky Maya 40 le sistema nelle sue quattro tasche interne; la Silky Doc le tiene in ordine accanto al computer, senza che si mescolino ai documenti.

C’è poi un oggetto che merita un posto fisso: un foulard in seta. Ripiegato occupa lo spazio di un taccuino, ma la sera, quando l’aria si raffredda o l’ufficio è troppo climatizzato, cambia il look in un gesto. I foulard Silky Stripes, con le loro righe grafiche, dialogano bene con le stampe geometriche delle borse; annodato al manico della Silky Maya 40 o al passante della T-Case, un twilly diventa la firma discreta che rende la tua borsa diversa da tutte le altre.

Ultimo consiglio: lascia un po’ di spazio vuoto. Una borsa in seta strutturata mantiene la sua linea se non viene riempita fino all’orlo, e quel margine serve sempre, per i documenti che ti consegnano in riunione o per il libro comprato all’ora di pranzo.

Come abbinare la borsa in seta al guardaroba di settembre

Una borsa stampata chiede un guardaroba che le lasci spazio. La regola più semplice: un solo protagonista. Se la borsa è a fantasia, la camicia resta in tinta unita o riprende uno dei colori della stampa; se la camicia è stampata, la borsa va scelta nella versione tinta unita o in una stampa che dialoghi con la stessa palette.

Per settembre la combinazione che funziona meglio è una camicia in seta con blazer leggero, pantalone dritto e la Silky Doc a tracolla. Le camicie della Collezione Ninfea, come la Silky Belle con lo scollo elasticizzato, sono perfette sotto la giacca nelle prime giornate ancora tiepide. Quando la temperatura comincia a scendere, il Silky Vest, il gilet in seta elasticizzata (94% seta, 6% elastane) della stessa collezione, si infila sopra una camicia bianca e si abbina alla borsa senza sforzo.

Un dettaglio che fa la differenza: il portafoglio. I portafogli Silky Wallet riprendono le stampe delle borse e chiudono il look con una coerenza che si nota ogni volta che paghi un caffè. È il tipo di attenzione che distingue chi ha scelto con cura da chi ha semplicemente comprato.

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Prendersi cura della borsa in seta tra un impegno e l’altro

La seta chiede cura, ed è giusto dirlo con chiarezza. Le borse EMA-BIA non vanno lavate: la seta strutturata e la pelle si proteggono con piccoli gesti quotidiani. Evita di appoggiarle su superfici bagnate, asciuga subito con un panno morbido le gocce di pioggia, e quando non le usi conservale nella loro custodia, lontano dalla luce diretta.

Per le camicie e i gilet in seta la regola è semplice: lavaggio a secco. È la modalità che preserva la mano del tessuto e la vivacità della stampa, e vale per tutti i capi EMA-BIA. Con queste attenzioni una borsa in seta accompagna molti settembre: non per sempre, perché nulla lo è, ma abbastanza da diventare parte della tua storia professionale.

Settembre comincia da qui

Ogni rientro ha bisogno di un oggetto che segni il confine tra prima e dopo. Quest’anno può essere una borsa che porta in ufficio la luce della seta e la solidità della pelle, disegnata a Como e confezionata a mano in Italia.

Silky Doc per chi vive di laptop, Silky Maya 40 per chi ha bisogno di spazio, Silky T-Case per chi passa dalla riunione all’aperitivo: la borsa giusta esiste, e ti aspetta.

 

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